A causa delle notizie delle ostilità nel sud del Cile tra comuneros mapuche e forze poliziesche e della diffusione di un comunicato nel quale un raggruppamento indigeno dichiara guerra allo Stato cileno, l’organizzazione Mapuche Argentina fa conoscere la sua posizione rispetto alla violenza e all'integrazione tra nazioni che condividono un territorio.
PressenzaNeuquén, 23/10/09Oggi, mezzi di comunicazione, sia del Cile che dell'Argentina, hanno reso pubblica la morte di un fratello mapuche in uno "scontro" tra un esercito di carabinieri armati e famiglie mapuche di una comunità, mentre diffondevano l’appello del "Coordinamento Arauco Malleco", in cui si "dichiarava la guerra allo Stato Cileno e la creazione di uno Stato mapuche dal Bío Bío al sud."
Al rispetto affermiamo quanto segue:
- La Confederazione Mapuche di Neuquén, non avalla nessun tipo di appello alla violenza per risolvere questo conflitto storico. Non è mai stata questa la metodologia che utilizzata dai quasi 40 anni di vita organizzativa istituzionale.
- Ancora meno possiamo avallare l'uso della violenza armata che ci fa scendere ai livelli morali ed umani più bassi. Ci troviamo di fronte a istituzioni che utilizzano la violenza armata, non per proteggere i cittadini, ma per proteggere gli interessi dei potenti di sempre.
- Non accettiamo di uguagliarci a bestie uniformate e cedere la cosa più preziosa che abbiamo: la vita dei nostri werken e kona (rappresentanti dell’organizzazione), che avanzano nella costruzione di un mondo senza disuguaglianza e senza povertà, con l'unica forza ed arma che abbiamo: il nostro diritto su questo territorio, sostenuto da 10.000 anni di storia.
- Non sosteniamo di voler creare né inventare un "Stato mapuche" perché lavoriamo per un "Stato Plurinazionale e Democratico" che ospiti l'enorme diversità di più di 30 nazioni originarie preesistenti all'Argentina come tale. Così dice la Costituzione e le nuove leggi approvate. Sarà la migliore formula per la convivenza ed il rispetto mutuo.
- Condanniamo la violenza istituzionale criminale dello Stato Cileno che applica la Legge Antiterrorista e i tribunali militari per rispondere alla richiesta di giustizia del Popolo Mapuche.
- Reiteriamo l’appello alla responsabilità del Governo di Neuquén, affinché attraverso un dialogo sincero e franco, sieda con le autorità mapuche, ascolti le sue proposte ed abbia il coraggio civico di risolvere questo storico conflitto territoriale, anche se i suoi alleati perdano i privilegi guadagnati in decadi di sfruttamento del Popolo Mapuche.*
Marici wew!...Marici wew!!! (dieci volte vinceremo!)
Dieci Volte in Difesa di tutte le Vite!!!
Zapala, 21 Ottobre 2009
Fidel Kolipan, Werken
Elias Maripan, Logko
Traduzione dallo Spagnolo di Annalisa Pensiero